Osgemeos “Efêmero”
9 Settembre 2017

La Pinacoteca di Brera conserva un grande numero di capolavori. Estrapolarne solo dieci è impresa ardua. Ci provo, riservandomi di proporre una seconda lista di altre dieci opere così da avere un quadro più completo del museo.

In questa prima selezione ho cercato di tenere conto, per ogni opera, del valore storico artistico, della notorietà e del mio gusto personale.  Una visione “strabica” quindi ma che mira a trovare un punto di equilibrio tra diversi punti di vista. 
Alcune opere non potevano semplicemente mancare e parlo del “Cristo morto” del Mantegna, della “Pala Montefeltro” di Piero della Francesca, dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello e della “Cena in Emmaus” di Caravaggio. Ho dato spazio anche al grande Giovanni Bellini con la “Pietà” e poi a Tintoretto con il “Ritrovamento del corpo di San Marco” e al Veronese con il “Cristo nell’orto con angelo” (quest’ultimo nella mia ultima visita a Brera nel luglio 2017 non era esposto; forse in restauro, forse in prestito). Due opere ottocentesche chiudono la lista: una delle versioni del “Bacio” di Hayez ed il “Pergolato” di Silvestro Lega.

Andrea Mantegna, Cristo morto, (1475 – 1478) 68 x 81 cm Tempera su tela

  1. Il Cristo morto del Mantegna è un’opera iconica che ci presenta il cadavere umano del Salvatore con uno scorcio ardito che ha certamente contribuito a rendere celeberrimo questo dipinto. Il rigore compositivo e la componente drammatica resa con preciso realismo fanno di questa opera un capolavoro del Rinascimento.

Raffaello Sanzio, Lo sposalizio della vergine (1504) 174×121 cm Olio su tavola

2. Lo sposalizio della Vergine di Raffaello è un’opera giovanile dell’urbinate ancora influenzato dal Perugino che fu suo maestro. Il dipinto colpisce per l’armonia spaziale della composizione e per la grazia delle figure organizzate ritmicamente.

Piero della Francesca, Pala Montefeltro (1472) tempera e olio su tavola (248×170 cm)

3. La Pala Montefeltro è un’opera  di Piero della Francesca, uno dei vertici della ricerca prospettica quattrocentesca. Il rigoroso impianto monumentale e il senso di astratta fissità della luce fanno di questa grande pala un capolavoro assoluto.

Caravaggio, Michelangelo Merisi “Cena in Emmaus” 1606 olio su tela 141×175 cm

4. La Cena in Emmaus è uno dei due dipinti che Caravaggio dedicò al momento in cui Cristo risorto appare ad alcuni apostoli. L’altra versione del 1601  è conservata alla National Gallery di Londra. Il dipinto di Brera, di qualche anno posteriore, mostra il Caravaggio più maturo e drammatico in fuga da Roma. A mio parere questa seconda versione supera la precedente.

Donato Bramante, Cristo alla colonna 1490 circa, tempera o olio su tavola 93,7×62,5 cm

5. Cristo alla colonna di Donato Bramante completa la stanza delle meraviglie di Brera, essendo posizionato da molti anni di fianco ai capolavori di Raffaello e Piero. L’opera di grande tensione emotiva pone il Cristo alla colonna direttamente in primo piano, senza mediazioni, a contatto del visitatore.

Giovanni Bellini “Pietà” 1455-1460 tempera su tavola, 86×107 cm

6. La Pietà di Giovanni Bellini è opera di insostenibile forza drammatica. I volti di Maria e di Cristo morto si sfiorano fino quasi a fondersi l’uno nell’altro. L’espressione di Maria è quello disperato di un madre che ha perso il figlio terreno.

Veronese, Cristo nell’orto sorretto da un angelo

7. Il Cristo nell’orto sorretto da un angelo è un mirabile esempio del colorismo di Veronese. Un raggio divino squarcia la notte ed illumina le vesti dei due protagonisti mentre i discepoli ignari del destino che colpirà da lì a poco il Cristo, sono assopiti. Il dipinto ha subito un recente restauro e potrebbe non essere esposto (settembre 2017)

Jacopo Tintoretto “Ritrovamento del corpo di san Marco” 1562-1566 olio su tela 405×405 cm

8. Il ritrovamento del corpo di San Marco è una grande e spettacolare tela del Tintoretto perfettamente quadrata. La scena estremamente movimentata esalta la capacità teatrale del pittore che probabilmente creò un piccolo modello in legno  per studiare le ombre , gli effetti luministici e la disposizione dei personaggi nell’opera.

Francesco Hayez “Il bacio” 1859 olio su tela 112×88 cm

 

9. Il bacio di Hayez è uno dei capolavori del romanticismo italiano. La versione conservata a Brera è una delle tre realizzate dal pittore. L’opera vuole celebrare l’alleanza tra Italia e Francia attraverso l’utilizzo dei colori delle due bandiere, il verde, il bianco, il rosso dell’Italia ed il blu, il bianco, il rosso della Francia.

Silvestro Lega, Il pergolato, 1868 Olio su tela 75×93,5 cm

10. Il Pergolato di Silvestro Lega completa questa carrellata tra i capolavori di Brera. Lega, esponente di spicco tra i macchiaioli toscani, fu un grande studioso e ammiratore della pittura quattrocentesca italiana.

Purtroppo da questa selezione sono stati esclusi grandi artisti come Crivelli, Bramantino, Foppa, Correggio, Reni, Lotto, Cagnacci che entreranno a far parte di una seconda selezione.

Ho escluso anche le opere novecentesche della collezione Jesi  (Sironi, De Pisis, Boccioni, Morandi ecc.) che ugualmente  meritano una selezione a parte.


Informazioni utili per una visita alla Pinacoteca di  Brera: http://pinacotecabrera.org/

E ricorda, l’ingresso alla Pincacoteca di Brera la prima domenica di ogni mese, è gratuito !

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