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I Tarocchi del Mantegna

17 Aprile 2018-0:00 - 1 Luglio 2018-0:00

MILANO – VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA

17 APRILE 2018 –  1° LUGLIO 2018

Comunicato stampa.

La rassegna propone 28 fogli della più antica nonché misteriosa serie a stampa, realizzata alla metà del ‘400 in Italia settentrionale, di proprietà dell’istituzione milanese, giunta in collezione forse già con il nucleo di opere di Federico Borromeo. Accanto a essi sarà esposto il manoscritto delCrater Hermetis dell’umanista marchigiano Ludovico Lazzarelli, che utilizzò alcune sequenze dei “Tarocchi” come fonte di ispirazione per comporre un’opera poetica.

 

Dal 17 aprile al 1° luglio 2018, la Pinacoteca Ambrosiana ospita la mostra che presenta i“Tarocchi del Mantegna” nelle collezioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.

L’esposizione, curata da Laura Paola Gnaccolini, propone 28 dei 31 fogli, giunti in Ambrosiana forse già con il nucleo di opere di Federico Borromeo, della più antica e celebre serie a stampa realizzata in Italia Settentrionale nella seconda metà del Quattrocento, ma anche la più misteriosa, per ciò che attiene al possibile autore, luogo di produzione e scopo di realizzazione.

I cosiddetti “Tarocchi del Mantegna” sono composti da 50 stampe incise a bulino di altissima qualità, caratterizzate da un tratto molto sottile, grande dovizia di particolari, un raffinato sistema di tratteggio incrociato per le ombreggiature, divise in cinque serie di 10 elementi ciascuna, che raffigurano nell’insieme l’uomo come microcosmo e l’universo come macrocosmo.

D. ERATO. XIIII.14. Musa della poesia lirica ed erotica, suona un tamburello mentre accenna un passo di danza. Sovrintende alla sfera del pianeta Marte. È la musa per la quale è stata individuata una stretta dipendenza da rilievi classici raffiguranti Menadi danzanti. Si noti la sfera in oro in foglia (con qualche caduta), così come la cintura. Il profilo della Musa trova un significativo termine di confronto nel profilo della Cananea dipinta a colloquio con Cristo in una tavola proveniente dal Monastero del Corpus Domini di Venezia (oggi Gallerie dell’Accademia) di Lazzaro Bastiani e nel profilo della Madonna della sua più tarda Natività oggi pure conservata all’Accademia.



Il fatto che queste incisioni siano per la maggior parte conservate in esemplari sciolti, il formato della stampa simile a quello delle carte da gioco e alcuni soggetti, hanno in passato indotto erroneamente la critica a ritenere che si potesse trattare di un insolito mazzo di tarocchi. Gli esemplari conservati in Ambrosiana sono impreziositi da diversi particolari realizzati in oro in foglia e dall’utilizzo di lumeggiature dorate, in alcuni casi ancora apprezzabili.

I “Tarocchi del Mantegna”, in origine si presentavano rilegati all’interno di libri che, a causa del loro successo collezionistico, vennero ben presto smembrati. Per consentire al visitatore di apprezzare appieno la loro forma primitiva, lungo il percorso espositivo sarà installata una postazione multimediale dove verrà mostrato in digitale l’esemplare conservato nella Pinacoteca Malaspina di Pavia.

Riguardo allo stile, le incisioni furono inizialmente ritenute d’influenza fiorentina, in virtù del confronto con le opere di Baccio Baldini; alla fine del Settecento, con il contributo di Luigi Lanzi (1795-96), ci si orientò verso il Veneto, proponendo talora addirittura l’autografia di Mantegna. Questa proposta, sebbene in seguito abbandonata in favore di una lettura in chiave ferrarese, in stretta relazione con gli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, restò per sempre legata alla serie.

Recenti studi condotti da Laura Paola Gnaccolini s’indirizzano a un’attribuzione a Lazzaro Bastiani, artista veneziano coevo di Bartolomeo Vivarini, noto anche come miniatore, a cui vennero diverse commissioni pubbliche di notevole rilievo, nelle cui opere giovanili si trovano molti punti di contatto con le incisioni, non solo nella generale proporzione allungata delle figure e nelle fisionomie, ma anche nella resa accurata delle mani, certe disarticolazioni delle spalle, le teste ovali dalla fronte ampia, gli occhi piccoli rotondi dalle palpebre molto segnate.

Accompagna la mostra, il volume (Mondadori ElectaL’UOMO DIVINO. Ludovico Lazzarelli tra il mazzo Sola Busca e i “Tarocchi del Mantegna”, con una proposta per Lazzaro Bastiani, a cura di Laura Paola Gnaccolini, dove si approfondisce la personalità di questo affascinante protagonista del Rinascimento italiano, degno di stare accanto a Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, a cui è già stata recentemente riconosciuta la responsabilità dell’invenzione dei Tarocchi Sola Busca.

Dettagli

Inizio:
17 Aprile 2018-0:00
Fine:
1 Luglio 2018-0:00
Tag Evento:

Luogo

VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA
piazza Pio XI, 2
milano, 20124 Italy
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