GAETANO PREVIATI. LA PASSIONE- RECENSIONE DELLA MOSTRA

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Gaetano Previati. La Passione.

Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Milano

Fino al 20 maggio 2018

La mostra “Gaetano Previati. La Passione” è l’occasione  per presentare al pubblico la “Salita al calvario”, la nuova prestigiosa acquisizione del Museo Diocesano di Milano accanto all’imponente ciclo della Via Crucis proveniente dai Musei Vaticani.

La via al Calvario è un dipinto che non appariva in pubblico da oltre un secolo e che viene proposto, nel percorso espositivo, proprio accanto ad un’altra versione dello stesso soggetto proveniente da Tortona.

Allestimento



Le due opere si distinguono principalmente per le tonalità. L’opera ora nella collezione milanese è caratterizzata da tonalità più omogenee e cupe che accentuano il tono drammatico della narrazione, quella di Tortona è invece invasa dalla luce brillante  del cielo che stempera appena la tensione drammatica del dipinto. In entrambi i quadri Previati sviluppa il filo narrativo da destra verso sinistra con al centro della rappresentazione la Madre che sale sul Golgota per raggiungere il figlio distrutta dal dolore e sorretta dalle donne. Alle spalle della processione scorgiamo il profilo della città mentre sulla sinistra il pittore pone una natura ostile fatta di alberi spogli e grandi pietre.

Nel complesso dell’opera di Previati, intrisa di simbolismo, il tema della Madre e  della maternità si innesta accanto a quello della morte. Questo è evidente soprattutto nella produzione pittorica  privata dell’artista.

La Via al Calvario e la Via Crucis sono infatti opere senza committenti che l’artista affrontò per desiderio intimo di confrontarsi con i grandi misteri, la vita e la morte, temi  che sviluppò attraverso i momenti della Passione di Cristo vissuti dal punto di vista della madre e di quello del figlio.

La Via Crucis (1901-1902) è un  ciclo pittorico composto da 14 dipinti restaurati che vengono mostrati al pubblico dopo oltre cinquanta anni. Previati tocca, tela dopo tela, i momenti della Passione. In una sala ben illuminata –aspetto davvero importante per la tecnica di Previati spesso condizionata dalle cattive condizioni di luce nelle sedi espositive – possiamo seguire, come in una sequenza cinematografica dove le singole tele sono dei singoli fermo immagine,  l’incedere di Cristo che porta la croce con le tre successive cadute. Il mantello rosso del Redentore risalta nel clima drammatico che si sviluppa tra espressioni allucinate che fanno pensare addirittura ad alcuni lavori di Munch per la tensione che vi si sviluppa. La pittura filamentosa di derivazione divisionista e la fluidità Art Noveau  della linea del disegno, fanno di Previati  un artista intriso di simbolismo con forti tensioni mistiche ed espressive. Il percorso della Via Crucis si compie con il dramma della Crocifissione – rappresentata  attraverso una tela abbacinante di luce – alla quale segue la deposizione e infine la sepoltura con il compianto disperato delle donne.  Un ciclo quindi di forte carica emotiva dalla quale trasparire la sofferta riflessione spirituale dell’artista

La visita alla mostra di Previati che prosegue sino al 20 maggio è anche l’occasione per approfondire i gioielli  di Sant’Eustorgio. Con il biglietto unico è possibile ammirare, oltre alle mostre temporanee (accanto a quella di Previati ora  “Capolavori Sibillini. Le Marche e i luoghi della bellezza”), anche la raccolta permanente del Museo Diocesano (si segnala la splendida raccolta di opere a fondo oro) e naturalmente uno dei gioielli artistici della città di Milano, la Cappella Portinari con il ciclo di affreschi del Foppa.

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