GUSTAV KLIMT – MORTE E VITA

FILM “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità” – RECENSIONE
7 Gennaio 2019

GUSTAV KLIMT – MORTE E VITA (1915)

Ci troviamo al cospetto di uno dei massimi capolavori di Klimt maturo, una potente allegoria dove l’artista austriaco pone, una di fronte all’altra, la rappresentazione della morte e della via.

Secondo lo stile decorativo consolidato tra il primo e il secondo decennio del Novecento, Klimt inserisce, su fondo neutro grigiastro, due cellule separate.

Sulla sinistra troviamo la morte che è un teschio che sogghigna volgendosi verso la vita.

Gustav Klimt, Morte e vita, 1915. Leopold Museum, Vienna

La morte è vestita di un mantello dalle tinte fredde, blu e viola, decorato da innumerevoli croci.

Sulla destra invece, occupando oltre metà dell’opera (e quindi aprendo un senso di speranza), troviamo la vita rappresentata da un coagulo di corpi intrecciati.

La vita è come una cellula multicolore, composta da nove esseri, quasi tutti femminili (il principio della vita) e due maschili fra cui un bambino.

Questi corpi sono intrecciati in una sorta di abbraccio inestricabile, che fa pensare ad una forza solidale che unisce la vita e la protegge dalla minaccia della morte.

La cellula della vita risplende di motivi decorativi organici e geometrici secondo lo stile maturo del pittore.

Questo capolavoro è conservato al Leopold Museum di Vienna che conserva la più grande raccolta al mondo di opere di Egon Shiele, allivo di Klimt, che ugualmente affrontò in chiave simbolica gli stessi temi. (SIG1000quadri)

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