“Il Raffaello dell’Ambrosiana. In principio il Cartone”

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Se possiamo pensare ad un’opera, una singola opera che possa restituirci il senso più alto del Rinascimento italiano e del suo dialogo con l’antichità classica questa è la Scuola di Atene di Raffello Sanzio.

Posto nella stanza della Segnatura, parte degli appartamenti di Papa Giulio II della Rovere in Vaticano, il grande affresco rappresenta un consesso dei più grandi filosofi a partire da Platone ed Aristotele che sono al centro di una scena dominata da una cornice monumentale.


Cartone preparatorio per la scuola di Atene
Raffaello (Raffaello Sanzio)
Urbino, 1483 – Roma, 1520
Carta, carboncino e biacca
285 x 804 cm
 

Anche se l’opera è nota come Scuola di Atene, il titolo più esatto è La Filosofia. L’affresco  rientra in un più complesso progetto iconografico che riguarda le quattro pareti della Stanza. Accanto alla Filosofia incontriamo altri tre affreschi che si riferiscono alla Teologia (noto come Disputa sul santissimo Sacramento), alla Giurisprudenza e alla Poesia (Il Parnaso).

Il cartone preparatorio  della Scuola di Atene presentato alla Pinacoteca Ambrosiana dopo un lungo restauro avviato nel 2014, rappresenta pertanto un documento di valore eccezionale per due motivi; perché documenta  il disegno  ideativo e compositivo del sommo Maestro e perché è uno dei rarissimi esempi di cartone giunti integri fino a noi.

Raffaello, Scuola di Atene, cartone, particolari

L’esperienza di ammirare l’enorme cartone  ora riproposto al pubblico, si presenta come un’opportunità unica per viaggiare, palmo a palmo, all’interno del genio raffaellesco. Passando con lo sguardo da un gruppo di personaggi ad un altro, incrociando i volti dei personaggi via via raffigurati tocchiamo con mano il capolavoro che tutti conosciamo prima della sua definitiva stesura sulla parete della stanza della Segnatura.

La qualità del disegno raffaellesco è altissima e la possiamo apprezzare in ogni dettaglio a sé stante. E’ come poter sezionare il grande capolavoro, celebrato per il sommo equilibrio compositivo, e cogliere come lo stesso sia la somma di infiniti dettagli di sublime armonia.

Rispetto all’affresco del Vaticano, la cui commissione risale al 1508, nel cartone manca l’imponente architettura che inquadra la scena, con possenti arcate aperte sul cielo limpido e ispirata ai progetti del Bramante per la nuova Basilica di San Pietro. È assai probabile che sia stato realizzato un secondo cartone riportante il disegno della parte architettonica, purtroppo perduto.  

Naturalmente salta all’occhio l’assenza della figura di Eraclito tradizionalmente riconosciuta come ritratto di Michelangelo, l’altro gigante del Rinascimento romano attivo negli stessi anni a poche decine di metri all’interno della Cappella Sistina della quale era intento ad affrescare la volta. Pare che Raffaello dopo aver ammirato il capolavoro michelangiolesco alla sua scopertura fosse rimasto così impressionato da voler introdurre il volto del pittore all’interno del suo lavoro. La critica recentemente tende però a considerare tale figura aggiunta come il penseroso. Tra i personaggi si riconoscono lo stesso autoritratto di Raffaello e in Platone si riconoscono le fattezze di Leonardo. La figura di Euclide, intenta a disegnare con il compasso, sembra sia un ritratto di Bramante.

Il grande cartone, il cui restauro è stato diretto e coordinato da Maurizio Michelozzi, è ora posizionato in una nuova teca

 www.raffaelloambrosiana.it http://www.ambrosiana.it/

catalogo Electa

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