KUNIYOSHI. IL VISIONARIO DEL MONDO FLUTTUANTE – RECENSIONE

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Il Museo della Permanente di Milano dedicata una ricca mostra dedicata a Utagawa Kuniyoshi uno dei maggiori maestri giapponesi del diciannovesimo secolo.

Utagawa Kuniyoshi, L’universo femminile-Teppozu, Serie: Luoghi famosi di Edo (Tōto meisho) – 1852 – 37,8 x 25,6 cm



E’ un momento felice per l’arte giapponese in Italia.  Attualmente a Roma è  in corso un’esposizione dedicata ad Hokusai mentre è ancora fresco il ricordo, sempre a Milano, della mostra dedicata a Hokusai, Hiroshige ed Utamaro, che si è svolta lo scorso anno a Palazzo Reale.

Kuniyoshi è artista forse meno conosciuto dei maestri già citati ma di grandissima fantasia e ricchezza di temi. Con oltre 160 opere provenienti dal Giapponee e prevalentenmente dalla Masao Takashima Collection, l’intenzione degli organizzatori è proprio quella di esplorare i diversi ambiti della sua prolifica attività.

Utagawa Kuniyoshi, La principessa Tamatori ruba il sacro gioiello dal Palazzo del Drago (Ryūgū Tamatori hime no zu), 1853 – trittico di ōban – 37,7×25,5 cm ciascuno

Il Museo della Permanente di Milano dedica una ricca mostra a Utagawa Kuniyoshi uno dei maggiori maestri giapponesi del diciannovesimo secolo.

E’ un momento felice per l’arte giapponese in Italia.  Attualmente a Roma è  in corso un’esposizione dedicata ad Hokusai mentre è ancora fresco il ricordo, sempre a Milano, della mostra dedicata a Hokusai, Hiroshige ed Utamaro, che si è svolta lo scorso anno a Palazzo Reale.

Kuniyoshi è artista forse meno conosciuto dei maestri già citati ma di grandissima fantasia e ricchezza di temi. Con oltre 160 opere provenienti dal Giappone e prevalentemente dalla Masao Takashima Collection, l’intenzione degli organizzatori è proprio quella di esplorare i diversi ambiti della sua prolifica attività.

Kuniyoshi è un maestro dell’ukiyoe,  un genere di stampa artistica su carta  impressa tramite matrici di legno, la cui influenza è ancora molto forte ai nostri giorni, si pensi soprattutto ai manga ed alle anime. In particolare le opere esposte sono silografie policrome (nishikie).

Il termine ukiyoe riporta, secondo la tradizione, a quel mondo fluttuante fatto di piccoli piaceri in cui perdersi per dimenticare la malinconia ed il dolore della vita quotidiana. Per questo, nel percorso  dedicato a  Kuniyoshi, ci imbattiamo in visioni bizzarre e fantastiche del mondo, tra belle donne depositarie di piaceri, samurai ed eroi, attori kabuki, ma anche animali a partire dagli amatissimi gatti e le immancabili carpe,  fino a creature mitiche nate dalla fertile fantasia dell’artista.

Utagawa Kuniyoshi, Ragazza che gioca col gatto, Serie senza titolo di donne che si riflettono allo specchio – circa 1845 – 22,8×28,8 cm



Tra i momenti più curiosi  del denso percorso, troviamo alcune figure fantastiche, volti costruiti da un groviglio di corpi, che hanno portato a definire Kuniyoshi una sorta di Arcimboldo del Giappone.

Un’altra sezione da segnalare  è quella dedicata alle silografie che hanno per protagonista i gatti che numerosi circondavano il maestro nella sua dimora.​

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