LONDRA, NATIONAL PORTRAIT GALLERY – BP Portrait Award

MOSTRA DI BANKSY A LONDRA – RECENSIONE
25 Agosto 2018
6 MOSTRE DA NON PERDERE A SETTEMBRE
4 Settembre 2018

La National Portrait Gallery di Londra è una prestigiosa istituzione posta proprio accanto alla celeberrima National Gallery, ma con un percorso espositivo del tutto autonomo centrato sull’evoluzione della ritrattistica nei secoli. Da quasi 30 anni la Galleria organizza anche un concorso internazionale del ritratto aperto ad artisti di tutto il mondo e di ogni età, il BP Portrait Award, una modalità per incentivare un genere della pittura di grande tradizione e per monitorarne l’evoluzione.

Nell’edizione 2018 oltre 2600 sono state le opere presentate provenienti da 88 Paesi, ridotte, dopo un primo filtro, ad alcune centinaia che sono state attentamente esaminate da una commissione. L’ultima scrematura ha portato a selezionarne 48 che sono al momento esposte al piano terra della galleria con ingresso libero (ricordiamo che tutte le principali gallerie e musei a Londra sono ad ingresso gratuito). Va da sé che la ritrattistica come genere imponga di mantenere saldo un approccio figurativo e non stupisce che tra le opere esposte la maggioranza punti verso il fotorealismo pur essendoci spazio ad un ristretto numero di dipinti che si rivolge a soluzioni più concettuali o tecniche che possiamo ricondurre a stili avanguardistici. La giuria ha già premiato tre opere e ne ha segnalato una quarta come miglior dipinto di artista giovane, mentre al termine del percorso gli stessi visitatori possono fare la propria scelta selezionando su un display la propria opera preferita; sarà curioso verificare se le scelte del pubblico, assai numeroso quando abbiamo visitato la mostra a metà agosto,  coincideranno con quelle della giuria di esperti.  Ci limitiamo qui a seguire a presentare un paio tra le opere premiate anche se, va sottolineato, il livello medio dei quadri esposti in  mostra ci è parso particolarmente alto, segnale di un fermento ancora assai vivo in tutto il mondo intorno alla pittura di pennello e alla ricerca sulla figura umana.

“An angel of my table” della pittrice Miriam Escofet (1967)



L’opera risultante vincitrice dell’edizione 2018 è “An angel of my table” della pittrice Miriam Escofet (1967) proveniente da Barcellona. La protagonista del ritratto è la madre di origine inglese colta mentre è seduta ad un tavolo e si appresta a bere una tazza di  te. L’artista stessa sottolinea come nel dipinto abbia voluto enfatizzare la perfetta tranquillità della madre mentre si appresta a celebrare questo rito quotidiano, ponendo un’enfasi particolare sulle mani. Il quadro, un olio su lino montato su pannello, pur di forte realismo è quasi monocromatico, salvo l’incarnato della donna, ed è pervaso da una sorta di silenzio. Mentre la natura morta con le tazze ed i piattini fissano un punto di immobilità, la madre ha un leggero moto del capo che la porta a guardare alla sua sinistra: forse l’apparire di qualcuno che sta aspettando (notiamo che le tazze sono due, seppure di fattura diversa). Un dipinto particolarmente elegante e di grande forza affettiva anche se di impostazione totalmente accademica.

“A Portrait of Two Female Painters” di Ania Hobson



Il premio come migliore giovane artista è stato assegnato ad Ania Hobson una pittrice classe 1990 proveniente da Suffolk. Il quadro presentato, ed è quello che abbiamo votato alla fine del percorso, si intitola “A Portrait of Two Female Painters” e rappresenta un autoritratto della stessa pittrice insieme alla sorellastra. Le due giovani ragazze stanno sedute informalmente su un divano con un atteggiamento tra l’annoiato e l’infastidito quasi che la presenza di noi spettatori disturbasse la loro privacy. L’artista stessa sottolinea nel catalogo di presentazione del Portrait Award, come la sua pittura si sia concentrata negli ultimi anni intorno alla ritrattistica. Il tentativo della Hobson è di procedere verso una stilizzazione delle forme che passa da un processo di geometrizzazione. Il taglio del divano e del tappeto, la posa scomposta delle ragazze con gli angoli netti che formano le ginocchia ed i gomiti, concorrono a rendere spigoloso il contesto accentuando la carica espressiva ed emotiva. La pennellata è molto spessa e svela una sorta di irrequietezza emotiva latente. Per cogliere il processo di stilizzazione della pittrice possiamo fissarci sul lembo di gamba scoperto tra i calzini e i pantaloni rossi che viene realizzato attraverso una figura quadrangolare bordata da una linea più scura. Un dettaglio semplice ma che denota una chiarezza precisa di intenti. Una pittrice che rivendica il suo ruolo di donna, presentando se stessa insieme alla sorella-collega e che ci piacerà seguire in futuro. SIG MQ​




Comments are closed.