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KLIMT EXPERIENCE, MILANO, MUDEC MUSEO DELLE CULTURE     26 LUGLIO 20187 – 7 GENNAIO 2018

Le cosiddette mostre immersive hanno invaso gli spazi espositivi italiani. Klimt, Van Gogh, Chagall, Giotto sono i protagonisti di “esperienze” dove lo spettatore, con le dovute differenze di volta in volta, si trova in una grande sala ed è circondato dalle immagini delle opere degli artisti proiettate sulle pareti. Un’esperienza visiva quindi a 360° alla quale si aggiunge la musica di sottofondo che enfatizza le proiezioni.

Alcune immagini proiettate



Sulla mostra in sé  “Klimt Experience” non c’è molto da dire. Vengono presentati soprattutto i dipinti allegorici ed i ritratti che lo hanno reso uno dei protagonisti della Secessione Viennese ed attualmente uno dei pittori più amati dal grande pubblico.  Dal “Bacio” alle due versioni di “Giuditta”, dal “Fregio Stoclet” alle “Tre età della vita”, scorrono le belle immagini che esaltano la tecnica decorativa del pittore austriaco con piogge d’oro e ricami floreali accompagnate da massicce dosi di Beethoven e Mozart. Da questo punto di vista c’è poco da ridire, chi ama Klimt lo apprezza dal video di un computer, nella riproduzione sulle pareti casa, tramite la tazza per fare colazione o una calamita ricordo posta sul frigorifero, perché quindi non dovrebbe apprezzarlo proiettato su superfici di decine di metri quadrati?

Alcune immagini proiettate

Le questioni focali, e questo non riguarda solo la rappresentazione multimediale presentata al MUDEC di Milano, sono altre: perché partecipare a una di queste esperienze immersive? Qual è il valore aggiunto considerando che il costo del biglietto è all’incirca pari a quello del biglietto di una mostra con opere reali?

A mio parere è una questione soprattutto di informazione. Al pubblico deve essere molto chiaro che una mostra immersiva non ci presenterà dipinti reali ma solo immagini in grande formato e con lo scopo di avvolgerci completamente fino quasi a stordire i nostri sensi. L’esperienza non è lontana dai filmati in alta fedeltà (esempio IMAX)  proposti nei parchi a tema. Si tratta in entrambi i casi di un viaggio all’interno di un tema specifico, nel nostro caso l’arte di Klimt altrove la nascita delle galassie o le barriere coralline, condotto tramite tecnologie in alta definizioni. Si tratta di filmati di breve durata, una trentina di minuti, pensati per tenere alta l’attenzione.  Anche se esiste una narrazione ed un filo logico supportato da qualche parte scritta (nel caso di Klimt alcune frasi del pittore stesso inserite in maniera un po’ caotica), lo spettacolo prevede che lo spettatore possa entrare ed uscire in ogni momento senza perdere realmente il filo di un discorso che è appunto troppo flebile. Si assiste pertanto ad un via vai continuo di pubblico; alcuni si siedono al centro della sala, altri stanno in piedi, qualcuno azzarda anche sdraiarsi. Non siamo in un museo e non ne scaturisce nemmeno quell’istintiva reverenza che coglie un po’ tutti al suo interno. Siamo invece nella pura dimensione dell’intrattenimento.

Alcune immagini proiettate



Il che naturalmente non è un male in assoluto ma deve essere vissuto per quello che è. Per tirare le somme, perché partecipare a Klimt Experience”?

L’esperienza può essere piacevole per chi conosce solo alcune opere di Klimt e desidera spaziare nella sua produzione e conoscere un minimo il contesto storico. Va detto che prima dell’ingresso in sala sono presenti alcuni pannelli che contestualizzano l’artista e soprattutto i fermenti culturali viennesi.

I bambini ed i più giovani possono trovarsi a loro agio con l’esperienza multimediale e quindi prendere familiarità più immediata con la grande arte di Klimt.

Alcune immagini proiettate

Gli appassionati d’arte ed ancora più gli studiosi, se decidono di andare, lo facciano con lo spirito giusto e  senza aspettative. Purtroppo di Klimt in Italia c’è molto poco; pianificate allora un viaggio a Vienna, se potete, e andate al Belvedere o al Leopold, dove il pittore vi apparirà nella sua reale ed immensa grandezza. (SigMQ)

 

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